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D.M. 18/09/2001 n. 468- Piano di caratterizzazione. Da elaborare. - Progetto di messa in sicurezza e/o bonifica. Da elaborare. Friuli-Venezia Giulia Comune - Località. Trieste. - Tipologie dell'intervento. Bonifica dell'area del porto industriale di Trieste. - Perimetrazione del sito. L'area occupa una superficie di circa 3.500.000 mq, parte appartenente al demanio marittimo dello Stato ed amministrata dall'Autorità portuale e parte di proprietà di soggetti privati. Sull'area insistono svariate attività produttive di tipo siderurgico, chimico, di deposito e stoccaggio di oli minerali e prodotti petroliferi raffinati, nonchè aree dismesse che furono in passato sede di impianti di smaltimento, di raffinazione e lavorazione di oli lubrificanti con produzione di melme acide. Il principale problema ambientale è rappresentato dall'inquinamento delle aree di ex raffinerie e di depositi di idrocarburi (ex raffineria ESSO: 235.000 m2 di superficie ed ex Aquila: 1.000.000 m2 di superficie) per lo più costieri, nonchè dalla presenza di una notevole contaminazione dei sedimenti nelle aree portuali. Già il Piano bonifiche ex Legge n. 441/1987 indicava sette aree potenzialmente contaminate prevalentemente costituite da depositi di idrocarburi. A seguito di attività di monitoraggio è stata riscontrata in alcune zone del Porto industriale la presenza di contaminanti, quali idrocarburi e metalli pesanti; in particolare è stato evidenziato il superamento dei limiti di concentrazione di cui all'allegato 1 del Decreto ministeriale n. 471/1999, con presenza di concentrazioni massime di idrocarburi totali pari a 107.000 mg/kg di sostanza secca. - Principali caratteristiche ambientali. In corso di acquisizione. - Costi di messa in sicurezza e/o bonifica. Le prime stime, effettuate sulla base dei dati preliminari di estensione e di tipologia di inquinamento, indicano un fabbisogno di larga massima pari a circa 50 miliardi. - Piano di caratterizzazione. Sull'area in oggetto sono già in corso accertamenti analitici, commissionati dall'Autorità portuale di Trieste alla Foster & Wheeler e dalla Commissione parlamentare di inchiesta sul ciclo dei rifiuti all'ARPA regionale. - Progetto di messo in sicurezza e/o bonifica. A seguito delle risultanze delle indagini di caratterizzazione ambientale condotte dalla Foster & Wheeler, si è proceduto, nel corso dei primi mesi dell'anno 2000, alla messa in sicurezza dell'area maggiormente inquinata, avente un'estenzione pari a 1.200 mq. Comune - Località. S. Giorgio di Nogaro, Torviscosa, Cervignano del Friuli (Udine). - Tipologia dell'intervento. Bonifica della laguna di Marano e Grado e dei corsi d'acqua limitrofi. - Perimetrazione del sito. Il sito è costituito dalle seguenti aree inquinate a) specchio lagunare, avente una superficie di circa 1.600 ettari compresi i territori barenali b) area compresa tra le foci dei fiumi Ausa - Corno e il canale di Marano c) area della Darsena interna e del canale Banduzzi. - Principali caratteristiche ambientali. L'inquinamento dell'area è attribuibile agli sversamenti di mercurio da parte di uno stabilimento di produzione della cellulosa, sito a Torviscosa. L'inquinamento cominciato nel 1949 con un apporto di circa 20 kg/giorno si è attenuato nel 1970 (circa 6-7 kg/giorno) per poi annullarsi nel 1984 dopo l'adozione di sistemi efficienti di recupero. Lo sversamento complessivo nell'area ammonterebbe a circa 186.000 kg, per cui l'inquinamento del sedimento sarebbe pari a circa 11,5 g/m2. Sono state effettuate in passato analisi chimiche dei sedimenti, che hanno indicato i seguenti valori di inquinamento da mercurio: 11-14 &greco; m/g per l'area lagunare, 5-7 &greco; m/g per l'area dei fiumi Ausa e Corno, 2-4 &greco; m/g per l'area prospiciente il fiume Stella. Tenendo conto dell'elevata concentrazione di mercurio nei sedimenti, della neurotossicità di tale elemento anche a basse dosi se presente nella catena alimentare, della presenza in laguna di attività di ittiocoltura e molluschicoltura, si può affermare che la laguna di Grado e Marano è un'area ad elevata pericolosità sanitaria ed ambientale. - Costi di messa in sicurezza e/o bonifica. Per la bonifica delle aree è stato stimato un costo globale di circa 54,8 miliardi di lire. I costi degli interventi più urgenti ammontano a circa 28,6 miliardi di lire. - Piano di caratterizzazione. In corso di elaborazione. - Progetto di messa in sicurerza e/o bonifica. Da elaborare. Lazio Comune - Località. Quasi tutti i comuni della provincia di Frosinone (circa 85 su 91) - Tipologia dell'intervento. Messa in sicurezza, bonifica e ripristino ambientale di discariche dismesse (attivate ai sensi dell'art. 12 del Decreto del Presidente della Repubblica n. 915/1982 nell'83% dei casi e abusive per il 17%). - Perimetrazione del sito. Il numero dei siti interessati dall'intervento è pari a 110. Si tratta, in genere, di discariche attivate nella seconda meta degli anni `80. La superficie totale occupata da rifiuti è pari a circa 40 ettari, con una quantità di rifiuti accumulati di circa 1.500.000 metri cubi. Nel 23% circa delle discariche sono contenuti rifiuti speciali e nel 5% di esse è stata accertata la presenza di rifiuti pericolosi. Tra queste ultime, la discarica di Selvelle (chiamata anche Montenebulone o Coste Calde), sita in agro del comune di Arpino, attualmente sotto sequestro da parte dell'Autorità giudiziaria, ha un'estensione imprecisata entro un terreno di circa 11 ettari ad elevata permeabilità. Essa contiene una quantità di rifiuti sicuramente superiore a 13.500 metri cubi, tra i quali "fusti contenenti composti chimici allo stato liquido a reazione acida e fanghi da trattamento chimico-fisico", come evidenziato da una nota preliminare del collegio peritale nominato dal magistrato inquirente; su questo sito è necessario svolgere indagini estese ed approfondite e l'operazione di messa in sicurezza e bonifica si prevede particolarmente onerosa. Poichè la caratterizzazione delle discariche è stata effettuata sulla base di sopralluoghi, senza esecuzione di indagini approfondite (scavi, carotaggi, ecc.), non si può escludere la presenza di rifiuti pericolosi in un numero superiore di siti. - Principali caratteristiche ambientali. I siti di ubicazione delle discariche sono soggette, per oltre il 20%, a vincoli (idrogeologico, bellezze naturali, ecc.). I terreni risultano, per circa il 70% dei casi, a permeabilità da media ad elevata e, considerando che in almeno il 23% delle discariche non vi è alcuna impermeabilizzazione, questo sta dando luogo ad inquinamento delle falde acquifere (in molti casi poste a profondità inferiore a 10 metri), dei fiumi e dei corsi d'acqua minori oltre che del terreno. Inoltre, dalle indagini svolte, anche laddove sono presenti - Costi di messa in sicurezza e/o bonifica. Il costo complessivo dell'intervento è stimato nell'ordine di circa 35 miliardi di lire, sulla base di un programma preliminare di intervento elaborato utilizzando i dati di un indagine effettuata dall'ANPA. I costi degli interventi più urgenti ammontano a circa 20 miliardi di lire. - Piano di caratterizzazione. Da elaborare. - Progetto di messa in sicurezza e/o bonifica. Da elaborare. Liguria Comune - Località. Cogoleto e Arenzano (Genova) . - Tipologia dell'intervento. Bonifica di area industriale (Stabilimento Stoppani) e relative pertinenze soggetta ad inquinamento diffuso da cromo. - Perimetrazione del sito. L'area interessa la foce del torrente Lerone, in comune di Cogoleto ed Arenzano (Genova). Lo stato d'inquinamento si presenta diffuso nell'area industriale degradata sottesa dalle pertinenze dello stabilimento Stoppani. Non sono presenti abitazioni nell'immediato intorno. La produzione base dello stabilimento, che è in attività sin dai primi anni del `900, è costituita dal bicromato di sodio, dal quale si ottengono attraverso successivi stadi di lavorazione altri derivati del cromo. Dal processo della produzione del bicromato di sodio, residuano delle ganghe o terre esauste in cui il cromo esavalente solubile può ancora essere presente: tali ganghe sono in parte riciclate, previo essiccamento, nel processo produttivo, mentre la parte restante, dopo essere stata sottoposta ad opportuni processi di trattamento che permettono di abbattere il contenuto in cromo esavalente, è smaltita nella discarica in località Cava Molinetto. La quantità di cromo esavalente ancora presente nelle ganghe è diminuita nel tempo in funzione della migliore tecnologia adottata dalla Ditta, ma a tutt'oggi sono presenti zone direttamente interessate dallo stabilimento o limitrofe allo stesso, interessate da accumuli di terre abbandonate, ancora contenenti cromo. Oltre alla presenza diffusa in terrapieni "storici", oggi in corso di bonifica mediante "lavaggio", le terre esauste provenienti dal processo produttivo, dopo essere state sottoposte a depurazione ma comunque ancora da considerarsi tossiche e nocive, erano smaltite direttamente sulla spiaggia antistante lo stabilimento su un'area appositamente concessa a questo scopo dal demanio marittimo. Successivamente al 1982, ma prima del drastico abbattimento del tenore di cromo nei rifiuti tale da trasformarli in rifiuti speciali smaltibili nella discarica del Molinetto, la Stoppani ha stoccato provvisoriamente i rifiuti ancora tossici e nocivi in "contenitori" in HDPE (stoccaggio di Pian Masino) in comune di Arenzano. - Principali caratteristiche ambientali. In corso di acquisizione. - Costi di messa in sicurezza e/o bonifica. Le indagini e gli accertamenti sulle matrici ambientali acque superficiali, acque sotterranee e suolo svolte dall'ARPAL della durata di quattro mesi, hanno comportato un costo di circa 0.142 miliardi di lire. Gli interventi di bonifica della spiaggia e di riqualificazione del torrente Lerone, che hanno comportato un costo di circa 14.28 miliardi di lire, sono stati ammessi dal Ministero dell'ambiente, con Decreto del 7 luglio 1993, al "Programma di riassetto ambientale della zona costiera della foce del Torrente Lerone", con un co-finanziamento comunitario Envireg per un importo pari a 7.14 miliardi; gli interventi sono stati realizzati e collaudati. Per ciò che concerne gli interventi in corso, risultano avviate attività nell'area del terrapieno su cui insiste lo stabilimento mediante pompaggio della falda e depurazione delle acque emunte. La Società Stoppani è vincolata da precedenti accordi con la regione Liguria ad effettuare interventi di bonifica per ulteriori 6.74 miliardi, per un costo complessivo dell'opera di bonifica pari a circa 21 miliardi di lire. - Piano di caratterizzazione. A seguito della richiesta dei comuni di approfondire la conoscenza dello stato d'inquinameto dei suoli e delle falde, la regione ha disposto, in data - Progetto di messa in sicurezza e/o bonifica. Concluso il programma Envireg con la bonifica della spiaggia, sono in corso le attività di "lavaggio" del terrapieno su cui insiste lo stabilimento mediante pompaggio della falda e depurazione delle acque emunte. Dal certificato di collaudo parziale al 31 dicembre 2000 risultano eseguiti lavori per complessive L. 19.779.725.123. Si resta in attesa degli adempimenti dell'azienda in relazione al provvedimento della provincia di Genova per ulteriori interventi di messa in sicurezza e per la progettazione di interventi di bonifica. Lombardia Comune - Località. Milano - Località Bovisa. - Tipologia dell'intervento. Bonifica area industriale dismessa. - Perimetrazione del sito. Il sito, dove era ubicata l'officina del gas di Milano, si trova nella parte nord del territorio comunale, in zona Dergano-Bovisa ed ha una superficie di circa 420.000 mq. L'impianto ha fornito gas alla città di Milano per circa 85 anni, dal 1908 al 1994, e fino al 1969 attraverso il processo di distillazione del carbone. L'area è ora gestita dall'A.E.M., che mantiene attività di distribuzione del metano, officine, magazzini e una nuova stazione di riduzione di pressione del metano. L'accordo di programma per la realizzazione nella zona della Bovisa del nuovo polo universitario del Politecnico di Milano prevede in futuro l'insediamento nell'area di funzioni pubbliche, residenziali, commerciali, terziarie di servizio, produttive, con il recupero di aree per il verde pubblico, i servizi e i parcheggi. Il volume del terreno inquinato da trattare è stato stimato pari a 90.000 mc. Gli inquinanti presenti nel terreno contaminato sono rappresentati principalmente da metalli pesanti e I.P.A. L'area occupata dall'ex impianto di debenzolaggio risulta contaminata da valori elevati di BTX. La zona sud-est dell'area, compresa tra la perimetrale sud-est ed il confine dell'area, risulta contaminata da ferrocianuri.
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